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aprile - maggio 1904: 100 anni fa federico johnson, direttore del touring club italiano, visitò la sardegna con la sua automobile.


























Non era ancora passato un anno dal 15 luglio 1903, giorno in cui la autovettura francese “vermorel” del signor efisio manunza era giunta da sestu a cagliari ed aveva seminato il panico fra i frequentatori serali della via roma, che un ben più impegnativo raid automobilistico si svolse interessando tutta l'isola: dal 26 aprile al 6 maggio 1904, esattamente un secolo orsono, il direttore generale del touring club italiano, federico johnson, sbarcato con la sua isotta fraschini 16 hp a golfo aranci scorrazzò su e giù per l'isola, percorrendo ben 2700 chilometri senza alcun inconveniente. tanto significativa fu l'impresa che due fra i suoi compagni di viaggio, achille negri ed emilio wulfing, con la collaborazione di ottone brentari, al termine scrissero un libretto intitolato “attraverso la sardegna in automobile”, corredato da numerose fotografie.
il libro originale è ormai introvabile, ma nel 1990 la gia editrice ne curò una riedizione anastatica, ed è proprio da una di queste copie che l'associazione automoto d'epoca sardegna, in occasione del centenario dell'avvenimento, ha tratto spunto per ricordare l'importante evento motoristico.
ci si deve chiedere, in primo luogo, quali fossero le motivazioni che indussero il touring club ad organizzare un simile viaggio. all'epoca i soci del tci, numerosi anche in sardegna, erano, in gran parte, appassionati ciclisti o, come si direbbe oggi, “cicloturisti”, cioè non interessati all'agonismo ma all'utilizzo del loro veicolo per gite, più o meno lunghe, per l'italia, eventualmente utilizzando, per i trasferimenti più lunghi, anche il treno; l'associazione spingeva molto per la realizzazione di strade ed infrastrutture di trasporto moderne, che consentissero agevolmente di viaggiare per conoscere la nazione ed i paesi esteri. una concezione avanzata del “viaggiare” che quindi guardava con interesse allo sviluppo dell'automobile. non è un caso che il tci operò a lungo per migliorare le condizioni della rete stradale, sponsorizzando in particolare la segnaletica, allora del tutto facoltativa e priva di qualsiasi uniformità (si pensi che le distanze erano indicate in “miglia” locali, in vigore prima dell’unificazione dell’italia, e differenti da regione a regione!).
il viaggio in sardegna, regione ancora priva di automobili (a parte la vermorel di cui si è detto, peraltro giunta casualmente a sestu in quanto vinta ad un concorso!) avrebbe dimostrato, se coronato da successo, le notevoli possibilità dell'automobile ed in particolare la sua efficacia e versatilità anche in assenza di adeguate infrastrutture stradali ed automobilistiche. allora, come oggi, il principale merito dell'automobile veniva identificato nella possibilità di programmi di viaggio del tutto liberi e svincolati dalla necessità di rispettare orari ed itinerari prefissati. un altro importante servizio che l'automobile avrebbe potuto svolgere sarebbe stato quello postale, particolarmente carente in sardegna su certe relazioni: un servizio automobilistico, oltre che economico, avrebbe consentito maggior celerità e, se integrato con il servizio ferroviario, avrebbe servito in maniera di molto migliore i centri più periferici. inoltre si sarebbe potuto effettuare congiuntamente anche il trasporto di persone, con ulteriori vantaggi e risparmi. si consideri infatti che, a parte le località servite dalla ferrovia, per il resto ci si doveva rivolgere, nel migliore dei casi, alle diligenze a cavalli, se non al carro a buoi o … all’uomo a piedi.
il commendator johnson, partito da milano il 22 aprile, sbarcò al golfo degli aranci il 26, dopo aver effettuato la traversata da civitavecchia a bordo del piroscafo candia, e subito dovette caricare “il” suo automobile (all'epoca si usava ancora il vocabolo al maschile) su un treno speciale diretto a terranova pausania (oggi olbia): fra le due località infatti non esisteva ancora la strada!
ad un inizio così poco promettente fece però seguito un ottimo viaggio. accolti da tutte le autorità e dai ciclisti del touring club, verso le 10 di mattina i “turisti” partirono alla volta di calangianus, aggius e tempio, dove giunsero nel primo pomeriggio.
nei giorni successivi l'automobile corse per l'isola senza mai fermarsi: palau, maddalena e caprera il 27 (e quindi con nuovi traghettamenti, di cui possiamo immaginare le improvvisate operazioni di carico e scarico e lo stupore di chi vi assistette); sassari il 28; fino ad alghero e bosa il 29, per giungere addirittura a cagliari, dopo aver visitato oristano e sanluri, il 30 aprile. il giorno successivo era previsto il secondo convegno turistico sardo, che il consolato cagliaritano del touring club volle far coincidere con la festa di sant'efisio e con la presenza a cagliari dell'automobile: e gli automobilisti assistettero alla sagra, della quale fu dato ampio resoconto nel libro. di sera si tirò fino a tardi, come testimonia il cronista dell’unione sarda: “alle 21 di ieri ebbe luogo il banchetto offerto nell’albergo cagliaritano dai soci del touring. la geniale riunione si sciolse alle 24”.
il 2 maggio si visitò il campidano di cagliari (pirri, monserrato, quartucciu e quartu), con grande interesse, come lo stesso cronista riferì: ”anche ieri mattina la carovana dei turisti era imponente: motociclette, bicicli, l’automobile del comm. johnson, vari legni: quell’insieme armonioso e simpatico che ha destato ragionevolmente l’entusiasmo dei cagliaritani. a monserrato anche i braccianti più poveri sacrificarono mezza giornata di lavoro ansiosi com’erano di ammirare i nuovi prodotti della civiltà e del progresso…”
il giorno successivo fu dedicato al sulcis iglesiente, con la visita alle miniere ed alla grotta di san giovanni a domusnovas, giungendo poi fino a portoscuso, teulada e pula.
il giorno 4 un'altra bella “tirata”: da cagliari a sorgono! ed il giorno seguente tappa a nuoro, e visita di fonni. ma il tempo stringeva, ed il 6 maggio, lasciata nuoro, transitando attraverso il goceano, si raggiunse ozieri e da qui monti e terranova da dove, ripreso lo stesso treno speciale del viaggio di andata, si raggiunse il porto di imbarco. johnson, sempre guidando la sua isotta fraschini, rientrò a milano il successivo 14 maggio.
un programma di viaggio che, a ben vedere, non appare affatto differente da quello che potrebbe seguire un attuale visitatore sbarcato con la sua moderna autovettura) al porto di olbia. certo, il comfort è ora ben diverso, i costi del viaggio inferiori, gli spostamenti sono più rapidi ed il turista avrebbe più tempo a disposizione per rilassarsi e fare un po' di shopping... se pensiamo però che sono passati 100 anni e che, a quanto sappiamo, in quei giorni erano presenti in sardegna, solo due (due!) automobili, beh si potrebbe quasi parlare di un “prodigio”! e la consapevolezza di essere testimoni di un evento quasi prodigioso ben lo manifestarono tutti coloro che, forse senza neppure esserne informati in precedenza, videro transitare con il moderno “mostro”, chiamato, di volta in volta, “sa carrozza de fogu”, oppure, con storpiature involontariamente umoristiche, “ottomobile”, “sottomobile”, “dottormobile”, “gattomobile” ed infine con quella definizione, ancora oggi ricordata (sicuramente la più gradevole e significativa) di “sa carrozza senza cuaddu”.
dal volumetto “attraverso la sardegna in automobile” ci si potrebbe attendere una cronaca di viaggio un po’ noiosa, infarcita di dettagli tecnici e motoristici, ed invece ne emerge un quadro della sardegna e dei sardi talmente schietto e pieno di intuizioni così attuali e prive di pregiudizi da mettere in ombra certi resoconti, non troppo amichevoli, di altri viaggiatori e letterati più illustri. poiché il veicolo a motore non è fine a sé stesso, né i “turisti” vogliono battere record di velocità o stupire per la loro impresa, ciò che conta è dimostrare che un mezzo del genere rende agevole il viaggiare e consente di conoscere e comprendere genti, luoghi e tradizioni. siamo solo nel 1904, e dopo un secolo quanti ancora non lo hanno capito!
per questo, e non per i risultati tecnici, seppure notevoli, il touring club diede un significativo segnale a tutti i sardi che avevano a cuore lo sviluppo dell’isola.
ricordarlo oggi ci invita a riflettere e ad approfondire i problemi attuali, in buona parte ancora irrisolti, legati ai trasporti, al traffico, alle attività turistiche nella nostra terra.
 























al termine del viaggio automobilistico l’unione sarda dell’8 maggio 1904 pubblicò, firmata da cognac, un’intervista a claudio demartis, consigliere provinciale sassarese e fervente propugnatore di un servizio di trasporto automobilistico fra sassari e palau. il servizio fu effettivamente istituito nel 1908, e soltanto all’inizio degli anni ’30 fu realizzata la linea ferroviaria fra le due località.

le automobili in sardegna (intervista con c. demartis)
- claudio, il tempo s’accorcia… quindi?
- t’ho capito, sono a tua disposizione.
io, prima d’incominciare accendo maliziosamente con una flemmatica comodità la mia sigaretta e lo fisso negli occhi, per studiarlo, negli occhi rapidi come l’automobile che correrà da palau a sassari.
- io so che hai presentato al consiglio provinciale di sassari un progetto per questa linea e..
- fu appunto nella seduta del 10 settembre 1901 che presentai una mozione perché fossero abolite le vecchie corriere e sostituite con una linea di automobili. il voto del consiglio provinciale fu unanime ed a questo s’aggiunse tosto quello di tutti i comuni interessati. la questione è ancora “sub judice”; ma i voti del consiglio provinciale e dei comuni interessati furono presi in considerazione e io, recatomi nel gennaio di quest’anno a roma, presentai ai ministeri dei lavori pubblici e delle poste un progetto. i ministri hanno in massima accettato; di più l’on. tedesco si disse pronto a concorrere alla istituzione della nuova linea ed a concedere un sussidio annuo, detraendolo dal capitolo speciale del bilancio.
- quali vantaggi porterebbe alla gallura questa linea automobilistica?
- vantaggi immensi. la linea ferroviaria tempio - monti - sassari è di 135 km, e una sola posta ci perviene da sassari e da cagliari, città nelle quali si esplica, specialmente nella prima, il nostro commercio. molte volte la posta subisce un ritardo di 24 ed anche di 30 ore; l’automobile invece potrebbe fare due corse, essendo la strada di 48 km. da palau a tempio e di 33 da tempio a sassari, e potrebbe quindi, par-tendo, come dissi nel mio progetto, prendere la posta per osilo, per tempio, palau, che si accumula nell’ufficio dalle 2 di sera sino alle 7 del mattino, ora di partenza; cosicché noi avremmo la posta con un anticipo di 8 o 9 ore. la posta poi dalle 7 del mattino alle 2 di sera ci perverrebbe come ora con il treno serale.
- ed oltre questo?
- la maggior rapidità di comunicazioni tra villaggio e villaggio, tra città e villaggio. inutile dire che l’utile in certo qual modo maggiore, l’hanno gli abitanti di maddalena, ai quali sono necessari per lo meno due giorni per compiere il tragitto maddalena - sassari, quando non vogliano usufruire della linea marittima maddalena - portotorres traverso le bocche di bonifacio, che compie il tragitto in sole 6 ore, è vero, ma una volta la settimana. maddalena oggi è una tale cittadina che ha bisogno di comunicare con le città e con la terra della grande madre isola, e lo stato attuale delle cose evidentemente, le nuoce e non poco.




























- sotto qual titolo il governo sussidierebbe la nuova linea, dato che il tuo progetto fosse accolto?
- per la legge sulla sardegna del ’97 dove è sancito che il ministero dei lavori pubblici debba sussidiare tutti gli enti interessati che consorziandosi vogliano costruirsi delle linee a scartamento ridotto. l’indennizzo per km è di l. 6000, onere grave per il governo, insufficiente per garantire il funzionamento delle ferrovie. se il governo entrasse nell’ordine delle nostre idee il bilancio per il risparmio dello stato sarebbe immenso, minimo l’onere dei comuni interessati, poiché mentre una linea d’automobili sarebbe sufficiente per lo sviluppo economico della sardegna, importerebbe secondo il mio progetto una spesa di l. 100 al km. contro le 600 delle ferrovie, anche con vantaggi non comuni per la brevità o per l diretta comunicazione dei villaggi, cosa che non si ottiene con le nostre ferrovie che - sono fatte per non toccare i paesi. nota pure che la spesa per il viaggio sarebbe minima poiché verrebbe ridotta di 13 sulle stesse tariffe ferroviarie e si avrebbero comodità indubbiamente superiori po potendo viaggiare in vetture comode ed areate.
- non tutti certo approvano questo tuo progetto? e’ vero?
- ci sono degli scettici e dei timidi, e di qui il vuoto e l’apatia generale accompagnata non raramente da qualche punta d’ironia.
- ma johnson?
- johnson appunto con la sua venuta ha dimostrato che l’automobile è la bestia più mansa che si possa immaginare e che ubbidisce all’uomo più che non un don chisciottesco ronzino caracollante sulle nostre strade. e più che un asino di rosello, interrompe con un risolino malizioso l’avvocato moro.
- un passo grande mi pare che si sia fatto e se non si lasceranno cadere tutte le speranze destate dalle promesse degli stessi ministri e sorvegliando perché alla sardegna siano dati mezzi di comunicazione facili e spediti come di dritto, presto le antiche vetture-corriere saranno da relegarsi … tra gli antichi strumenti di tortura…
- … e di viaggio.
- … stabilendo una fitta rete automobilista più utile e meno dispendiosa delle reti ferroviarie. “tempas veniet” che anche gli automobili si potranno dimostrare insufficienti per i nostri bisogni e se questo avverrà il governo sarà richiamato al contributo stabilito dalla legge del ’97 sulle costruzioni ferroviarie. l’importante è che intorno a chi ha buona volontà non si faccia il vuoto e che invece di discorsi queruli e vani si compilino progetti concreti che, studiati e volgarizzati nel paese, raccolgano l’adesione di tutti e si impongano al governo. i consigli provinciali invece di discutere sulla quadratura dei bilanci pensino a estrinsecare la loro azione a vantaggio del nostro sviluppo economico. e quanto importerebbe di spesa ai comuni ed al governo la nuova linea?
- complessivamente si richiedono al ministero dei lavori pubblici l. 13.100, pari a 131 chm., ed a quello delle poste 11.500, base d’asta di tutte le corriere comprese nel percorso sassari - palau: con tale sussidio, completato sino a 30.000 lire dai comuni in-teressati, si potrebbe assicurare il funzionamento regolare, che sarebbe assunto a mezzo di gara da speciale società. quando poi questo fosse concesso, cento altri paesi, consorziandosi, potrebbero ottenere la stessa cosa. anzi il consiglio provinciale di cagliari dovrebbe riunirsi a quello di sassari e muovere così di , conserva per strappare una definitiva risposta . per la palau - sassari e per quella di villacidro…
- e se il governo non accettasse?
- e’ mia intenzione promuovere un’agitazione, ora che la gallura e l’anglona hanno pregustate le gioie dell’automobile che ha percorso rapidamente le nostre strade provinciali, con comizi che importerebbero anche all’escogitazione di rimedi radicali
le prime vetture infiorate passavano tra due file compatte di uomini ed io, vedendo che l’intervista era finita, mi congedai augurando molti automobilisti alla gallura e sperando che al corso di fiori del venturo anno la più bella vettura padronale arrossisca dinanzi alla più piccola vetturetta dijon.

(cognac)
















 



bibliografia
si indicano alcune fonti bibliografiche utili a chi volesse approfondire gli argomenti trattati.

“cicciu sona sa trumba” di carlo angioni (pubblicato sull'almanacco di cagliari del 1980)

“attraverso la sardegna in automobile” di achille negri e emilio wulfing; edizione originale del 1904, ristampa anastatica del 1990 pubblicata da gia editrice, capoterra, tel 070728356

storia della vermorel, la prima automobile in sardegna, con immagini e collegamenti: su questo sito alla sezione "vermorel”

milleruote, grande enciclopedia dell'automobile, editore de agostini - domus 1974, volume vi pagg.274 - 286: storia dell' isotta fraschini

ruote e rotabili, di elettrio corda; editore chiarella, sassari 1981

l'almanacco di cagliari e l'unione sarda dell'epoca sono agevolmente consultabili presso la biblioteca della camera di commercio di cagliari, largo carlo felice n° 72



l'isotta fraschini
la vettura protagonista del viaggio in sardegna porta un nome famoso: isotta fraschini. due decenni più tardi queste automobili rivaleggiavano, in tutto il mondo, solo con altre due marche in grado di tenergli testa , rolls royce ed hispano suiza, rispetto alle quali le if potevano vantare una eleganza ed una classe tipicamente italiana. nel 1904 le vetture if erano all'inizio della loro avventura: la casa era stata fondata a milano nel 1900 dall'avvocato isotta e dai fratelli fraschini, ed aveva iniziato la propria attività importando vetturette renault dalla francia. ma già nel biennio 1903-1904 vennero progettate e realizzate tre automobili denominate rispettivamente 12 hp, 16 hp e 24 hp. era proprio il modello intermedio quello utilizzato da jonson per viaggiare nell'isola. disponeva di un motore a 4 cilindri di cilindrata pari a 5426 cm3, con una potenza effettiva di 25 cavalli ed in grado di raggiungere i 60 km/ora. solo un anno più tardi fu realizzato un modello sportivo da 120 cavalli e 120 km/ora. la scelta aziendale di produrre vetture di alta classe era quindi già evidente e proseguì negli anni successivi fino a giungere, nel 1924, al tipo 8, uno delle più belle e famose automobili mai prodotte al mondo. nel frattempo vennero prodotti anche prestigiosi motori per aerei e dirigibili. purtroppo la crisi mondiale del 1929 mise in ginocchio anche questa grande marca italiana, che ds dovette dedicare esclusivamente alla produzioni di motori industriali, sempre di grande pregio ed elevata potenza. il marchio giunge fino ai giorni nostri ed oggi è conosciuto per le numerose applicazioni nel settore navale. la vettura di jonson quindi non è ancora celebre, quando viaggia nella nostra isola, ma dimostra appieno le sue grandi qualità: non un cenno, infatti, appare sul libro relativamente a guasti o inconvenienti, e le tappe e giornaliere che si susseguono senza interruzione dimostrano come effettivamente non si ebbe alcun problema. se si considera anche il viaggio fra milano e civitavecchia e viceversa, non si può non convenire sull'eccezionalità dell'impresa e sul fatto che la scelta del touring club fu veramente indovinata!


l'unione sarda del 26 aprile 2004 - pagina 1 (formato pdf)
l'unione sarda del 26 aprile 2004 - pagina della cultura (formato pdf)




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